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Qualcosa di certo: non è mai stata eretta una statua a un critico
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Qualcosa di certo: non è mai stata eretta una statua a un critico

Anonimo

Windows 8, un ecosistema per Microsoft è

Microsoft

25 Ottobre 2012

IN PRINCIPIO furono le "finestre" del Macintosh. E poi arrivarono le "windows" di Microsoft. La storia si è ripetuta molte volte, in tantissimi altri casi e con molte altre aziende. C'è chi ha avuto una buona prima idea, chi l'ha sviluppata meglio, chi l'ha resa popolare, traducendola e facendola propria. 

Tutti, nel mondo digitale, prima o poi hanno copiato qualcosa a qualcun altro, piccolo o grande che sia. Hanno preso un'idea e l'hanno trasformata in qualcos'altro, magari molto simile, ma diverso, come nel caso delle finestre del Mac diventate Windows in casa Microsoft. E Microsoft, per moltissimo tempo, è diventata l'emblema del "copio e faccio mio", soprattutto da quando è arrivata Internet e l'azienda che fu di Bill Gates si è trovata nelle condizioni di dover inseguire un mondo che inizialmente non aveva capito, un trend che non aveva seguito, un filo che non aveva afferrato. 

E' accaduto molte altre volte negli anni passati, Microsoft si è trovata a dover rinnovare il suo sistema operativo, bandiera del suo impero, a seconda di quello che la rivoluzione digitale, fatta da altri, imponeva, a seconda di quello che i consumatori, scegliendo altri prodotti, le dicevano di fare. "Copiare" e tradurre le idee altrui in prodotti targati Microsoft è stato l'impegno principale di un azienda che ha fatto di tutto per non perdere le proprie ampie quote di mercato nel mondo dei desktop, e di aggiornare il proprio linguaggio alle innovazioni che via via si sono susseguite. Ma Microsoft, da quando il mondo ha iniziato a diventare mobile, ha sofferto anche di più, scavalcata con energia dalla sua avversaria di sempre, la Apple, in un territorio che si sta dimostrando quello determinante per entrare in una nuova era, quella post-pc.

Ma ci sono due elementi nuovi che hanno messo Microsoft in una posizione nuova, interessante e positiva. Il primo è l'avvento dei Tablet e il manifesto "insuccesso" di Android in questo territorio, cosa che lascia spazio a Microsoft per la nascita di tablet con un sistema operativo diverso, in grado di competere con quelli di casa Apple. Il secondo, più determinante, è che il sistema operativo che animerà queste macchine mobili, è nato in casa Microsoft e non è stato copiato altrove. Anzi, per essere precisi è copiato dalla Xbox, quindi in casa. Certo, diranno molti, la Xbox ha copiato la Playstation, e questo in termini concettuali è vero, ma il sistema operativo della macchina Microsoft, di grande successo, è sostanzialmente alla base del sistema operativo che l'azienda di Redmond metterà nei tablet, negli smartphone, nelle televisioni e nei pc, fissi e portatili. Microsoft copia se stessa, fa quello che anche la Sony, sull'onda del successo della Playstation, avrebbe dovuto fare da tempo, integrando tutto il suo hardware al sistema operativo più moderno e integrato con Internet. 

Microsoft prova a spostarsi dal confronto "old style" che Android di Google aveva impostato con l'IOS di Apple e andare un passo avanti, con qualcosa di proprio, di quanto più possibile originale, di sostanzialmente alternativo. Un rischio, ovviamente, molto meno rischioso sarebbe stato copiare IOS e Android e andare avanti con le variazioni sul tema, ma sarebbe stata una scelta di rimessa, destinata a condannare ancor di più la Microsoft all'irrilevanza, soprattutto ora, in una fase di passaggio tra un era e l'altra, dove il dominio che Microsoft ha ancora sui desktop è destinato a scomparire assieme all'hardware da tavolo. E' un rischio che Ballmer e i suoi debbono correre, un rischio relativo, visto il successo della Xbox e del suo mondo, ma pur sempre un rischio. Destinato a segnare profondamente il futuro dell'intera azienda che continuerà, per consuetudine a chiamare il proprio sistema operativo Windows ma che vedrà scomparire le finestre dai nostri schermi. 

Un unico sistema operativo per un unico ecosistema, chiuso, con un proprio app store. Microsoft non copia Apple nel sistema operativo ma nella filosofia generale che Apple ha inventato con il suo iPhone e ha esportato nell'iPad e nell'iPod e pian piano sta portando nei pc e nei televisori. Ma quella di Apple è oggi l'unica filosofia premiata dal mercato, con numeri e soldi, due elementi che per Microsoft sono forse più determinanti che per altre aziende, interessate maggiormente all'innovazione.

Comunque sia stiamo per dire addio alle "finestre" che hanno dominato il nostro immaginario per moltissimi anni, stiamo per assistere alla più grande rivoluzione in casa Microsoft, l'azienda che ha modellato il mondo dei computer e il nostro modo di usarli per decenni, stiamo per essere testimoni di una incredibile rinascita, quella di una Microsoft che cerca di uscire dal tunnel e di imboccare una strada nuova, diversa, innovativa, sorprendente, per smettere di essere "in giacca e cravatta" e diventare improvvisamente "cool". 

Le carte in regola ci sono, l'idea di base è ottima, l'approccio di Windows 8 al nuovo mondo è quello giusto. Ora la parola passa ai consumatori, che si trovano nella singolare condizione di poter scegliere. Se il mondo non è più quello di qualche anno fa, quando nel momento di scegliere un computer si poteva scegliere la macchina ma non il sistema operativo, perché il mondo era dominato da Microsoft e Windows, oggi si possono scegliere cose differenti, un tablet, un notebook, uno smartphone, un netbook, un pc, e trovarsi davanti agli occhi almeno tre sistemi operativi "mainstream" differenti, Android (con le sue varianti), l'IOS di Apple (con le sue varianti) e il nuovo Windows (con le sue varianti). 

Scegliere uno al posto dell'altro significa aderire a un sistema chiuso, ognuno con il suo app store, ognuno con il suo "look and feel", ognuno con la sua logica, buona o cattiva che sia. E sarà sempre più difficile vedere il mondo dominato da un solo sistema operativo, com'è stato in passato. A meno che il nuovo Windows non sia in grado di compiere la straordinaria magia di sostituire il suo predecessore, con il quale ha pochi vincoli di parentela se non il nome, e confermare il proprio regno anche nell'era mobile nella quale stiamo entrando. "per vincere Microsoft ha deciso di rendere compatibili i sistemi oprativi che gireranno sui Pc e sui tablet, non quello degli smartphone, l'esatto contrario di quello che accade in casa Apple, dove la compatibilità è tra il sistema operativo di smartphone e tablet e non con il pc. 

La scelta è ovvia e giusta, la forza di Microsoft è nel campo dei Pc, dove il suo sistema operativo è su più dell'ottanta per cento delle macchine in funzione nel mondo, con questa forza l'integrazione naturale è con i tablet, dove c'è spazio per crescere anche piuttosto rapidamente, non con gli smartphone, dove Windows deve combattere duramente per conquistarsi uno spazio. Apple, al contrario, ha il suo punto di forza negli smartphone e integrare i tablet serve ad avere un unico mercato da controllare. E Google? Il successo di Android negli smartphone non è stato replicato nei tablet e Chrome di sicuro non è un sistema operativo che abbia realizzato numeri rilevanti. Per Google è, in questa battaglia planetaria per la conquista del mondo post-pc, un momento difficile, ma è lecito attendersi delle sorprese in tempi relativamente brevi, vista l'acquisizione di Motorola che, prima o poi, dovrà portare dei risultati.

Per ora Microsoft pare avvantaggiata nella gara con gli altri due concorrenti, perché Android e IOS sono "vecchi", hanno qualche anno sulle spalle e "qualche anno" è già un eternità in questo mercato. Windows 8 di vecchio ha solo il nome e il suo arrivo mette Microsoft per la prima volta da molto tempo nella condizione di fare la corsa senza dover inseguire gli altri. Una novità che potrebbe davvero modificare lo scenario generale del mondo digitale, vista la potenza di fuoco della casa di Redmond.

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